Di Redazione – Nel mondo sono in corso 31 guerre e forse più. In queste guerre si commettono nefandezze atroci con drammatiche ricadute sui civili, in modo particolare sulle donne, bambine e bambini. Viviamo su un pianeta travolto dal mito della guerra, tanto che Convenzioni e Accordi internazionali stipulati per prevenire o condannare i crimini di guerra, sono diventati ormai “carta straccia”. A giorni ricorrerà la Giornata della Memoria a 80 anni dalla fine della seconda guerra mondiale. Una giornata istituita per non dimenticare l’Olocausto subito dagli ebrei, ma aggiungiamo noi, per non dimenticare i tanti crimini contro l’umanità che sono avvenuti prima e dopo la seconda guerra mondiale e quelli in corso.
Diario Legnanese, per l’occasione, vuole contribuire al ricordo e alla memoria del passato e del presente con tre memorie:
La Conferenza di Wannsee, 1942 – tratta da “M. L’Ora del destino” di Antonio Scurati, 4° volume edito da Bompiani;
Binario 21, la deportazione degli Ebrei da Milano 1943–1945, tratto dal fascicolo “Memoriale della Shoah di Milano”;
Il massacro di Gaza – le vittime civili sono dalle 48mila circa, alle 70mila circa, di cui il 40% sono donne e bambini. Indagine della rivista Lancet 2024.
SECONDA MEMORIA – 1943-1945 La deportazione degli ebrei dalla Stazione Centrale. Binario 21, il binario sotto la Stazione Centrale di Milano dove durante l’occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, gli ebrei prelevati dalle carceri di San Vittore, venivano caricati su carri bestiame e inviati ai campi nazisti di concentramento e sterminio.
L’arrivo ad Auschwitz-Birkenau di un gruppo di deportati ebrei in attesa della selezione. Il valore documentario di questa immagine risiede nel fatto che una delle strutture dello sterminio (Krematorium) è chiaramente visibile sullo sfondo in alto al centro.
Il Memoriale della Shoah di Milano (Binario 21) sorge in un’area della Stazione Centrale di Milano, situata a livello stradale, sotto i binari ferroviari ordinari. L’area era adibita al carico e scarico della posta e aveva accesso diretto su via Ferrante Aporti. Tra il 1943 e il 1945, durante l’occupazione tedesca e la Repubblica Sociale Italiana, essa fu il luogo ove gli ebrei, prelevati dalle carceri di San Vittore, venivano caricati sui carri bestiame destinati ai campi nazisti di concentramento e di sterminio (Auschwitz-Birkenau, Bergen-Belsen) o instradati verso campi di raccolta e transito situati in territorio italiano (Fossoli e Bolzano). Ogni carro veniva stipato con numerose decine di persone. Una volta piombato, esso veniva dapprima posizionato su un carrello traslatore, che si muoveva lungo un’enorme galleria, poi immesso su un ascensore montavagoni e sollevato fino a raggiungere un binario di manovra all’aria aperta, situato fra i binari 18 e 19. Lì i carri venivano agganciati al locomotore e aveva inizio il trasporto. La Stazione Centrale di Milano fu il luogo di partenza anche di alcuni convogli di deportati politici, avviati a Mauthausen, o, assieme a deportati ebrei, a Fossoli. Fra il 1942 e il 27 gennaio 1945, il campo di Auschwitz-Birkenau fu il più grande dei centri di sterminio allestiti dal regime nazista. Lì vennero uccisi anche migliaia di ebrei, di ambo i sessi e di ogni età, deportati dalla nostra Penisola. Per una parte di essi, l’area della Stazione Centrale di Milano, oggi destinata a Memoriale della Shoah, fu l’ultimo lembo di suolo italiano calpestato.
Mappa dell’Europa con i principali itinerari di deportazione verso Auschwitz (Foto Martin Gilbert, 2000)





