Di Redazione – Commemorare i lavoratori della Franco Tosi deportati nel gennaio del 1944, ad opera dei nazisti occupanti con la complicità dei fascisti italiani, è sempre cosa significativa ed emozionante. Mai come quest’anno però il ricordo di questi martiri ha assunto, anche con la presenza dell’On. Pierluigi Bersani, il valore di una manifestazione di protesta civile attiva, contro il riemergere di pensieri ed azioni tesi a riportarci al regime mussoliniano e alla dittatura saloina. Numerosa è stata la partecipazione di operai, cittadini e giovani studenti. Commemorare e rendere omaggio senza alcuna retorica, a chi ci ha lasciato la vita, mettendoci conoscenza, riflessione e impegno. Conoscenza del ruolo dei lavoratori nella resistenza al nazifascismo e nella costruzione di un’Italia nuova. E’ curioso che se ne parli poco di questo, perché l’Italia è stato l’unico posto in Europa, nel quale i lavoratori hanno avuto un ruolo da protagonista nella lotta di liberazione.
E’ questa la ragione particolare che ha portato poi i padri costituenti a riconoscere il ruolo peculiare del lavoro nella Costituzione. La nostra Costituzione è antifascista non solo nelle norme transitorie che vietano la ricostituzione del partito fascista, ma in tutti gli articoli che ripudiano questa ideologia criminale. Quindi, come ha detto l’On. Pierluigi Bersani nel suo lungo intervento, “la nostra Costituzione non è alle nostre spalle, è ancora davanti a noi, dobbiamo inseguirla, dobbiamo rincorrerla. Dobbiamo realizzarla, difenderla dai rigurgiti fascistoidi. Ora sappiamo che levare il braccio romanamente a volte è un reato, a volte no. Se si commemora, allora no. Speriamo che non rifacciano una marcia su Roma, dicendo che è la commemorazione della marcia su Roma … Sciogliamo le organizzazioni che rivendicano il fascismo”.
Foto 80°deportati Tosi_P Bersani


