Grazie alla collaborazione con ‘Cittadinanze’, rivista on line che si occupa di temi sociali, culturali e politici dell’area ticinese e non solo, proponiamo l’intervista a Mario Perrotta, attore che da tempo attraversa temi classici e contemporanei con una costante attenzione alla fragilità umana, agli ultimi, racconta la genesi di ‘Un bès’, spettacolo sulla figura di Antonio Ligabue, aprendo alla questione del rapporto tra normalità e diversità. Tra appartenenza ed esclusione.
Altre figure hanno conosciuto l’esilio dell’ospedale psichiatrico, il confino e la negazione della dignità. Il poeta Dino Campana, a esempio e vicino a noi Alda Merini. Come scrive Eugenio Borgna, ‘ogni discorso interiore – ogni mono – logo ha un senso nella misura in cui sia dia – logo’ e il dialogo siamo chiamati tutti a tentarlo, anche quando sembra difficile se non impossibile. Non c’è peggiore diversità che quella di non contemplarne l’esistenza, rinunciando al senso delle cose e della vita.
Ringraziamo Massimo Daviddi di ‘Cittadinanze’ e il gruppo redazionale del ‘Club ‘74’, per la concessione.
Intervista a Mario Perrotta from Club ’74 on Vimeo.
Mario Perrotta è una delle figure più interessanti del panorama teatrale italiano contemporaneo. Conosciuto a livello nazionale ed internazionale per il suo lavoro di Teatro Civile, ha raggiunto la notorietà grazie al monologo teatrale ‘Italiani Cincali’, dedicato agli italiani minatori in Belgio. Dopo essere passato in tournée da Gualtieri, si è ‘innamorato’ del paese e della figura di Ligabue e a lui ha deciso di dedicare il suo lavoro dei prossimi tre anni.



