Di Redazione – La data dell’11 settembre riporta la memoria collettiva all’attacco terroristico delle Twin Towers a New York nel 2001, tragico fatto epocale, che ha influenzato l’inizio di questo secolo e influenza la geopolitica ancora adesso.
Vi è però anche un altro tragico 11 settembre di tanti anni fa da non dimenticare: il colpo di stato in Cile e la morte del Presidente Salvador Allende, democraticamente eletto dal popolo cileno. I mille giorni di governo socialista del Presidente Allende hanno lasciato una importante eredità politica, sociale e culturale, di cui soprattutto oggi bisognerebbe fare tesoro: è possibile fare democraticamente una rivoluzione popolare, politica, sociale e culturale senza l’uso della violenza né di qualsiasi forma di sopraffazione.

Wikiradio. Le voci della storia – 15 settembre 2025
L’ultimo discorso di Allende pronunciato l’11 settembre 1973 a poche ore dal colpo di Stato, con Camillo Robertini. Repertori: il discorso originale di Salvator Allende pronunciato da Radio Magallanes; uno stralcio dello spettacolo di Dario Fò e Franca Rame “Guerra di popolo in Cile”; manifestazione di protesta a Roma contro l’uccisione di Allende (Archivio Luce, 1973); Rossellini intervista Allende (Archivi Rai, 1970); estratto del discorso pronunciato da Gabriel Boric nel giorno del suo insediamento (11/03/2022); stralci di un’intervista al medico personale di Allende (Rai3, 25/3/99). Musiche: Canciòn del Poder Popular, Inti-Illimani.

Camillo Robertini è professore associato in Storia e istituzioni delle Americhe presso il Dipartimento di Scienze politiche e giuridiche dell’Università di Messina, dove insegna Storia dell’America latina e storia dell’America latina contemporanea. È dottore di ricerca in Studi storici per l’Università di Firenze e quella di Siena. Si occupa dei rapporti Italia-America latina e della memoria delle dittature di Argentina e Cile. Ha vissuto e lavorato in America latina, dove è stato borsista post-doc del Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas (Conicet) nell’Instituto “Gino Germani” dell’Universidad de Buenos Aires, ricercatore dell’Instituto de Estudios Internacionales dell’Universidad de Chile. Nel 2024 è stato assegnista di ricerca dell’Università di Bergamo. È autore di Quando la Fiat parlava argentino. Una fabbrica italiana e i suoi operai nella Buenos Aires dei militari, 1964-1980.



