Di Rino Lattuada – Sono passati 84 anni da quando Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, con il rilevante contributo di Eugenio Colorni, intellettuali e antifascisti imprigionati dal regime fascista nel carcere dell’isola di Ventotene, stesero quello che poi sarebbe stato il principale documento fondativo della nuova Europa, rinata dalle ceneri del secondo conflitto mondiale. Una visione che avrebbe consentito la nascita di un’Europa, concepita affinché non accadesse più quanto aveva portato all’immane catastrofe della guerra mondiale. Un’Europa libera, unita, democratica e in pace. In questi giorni in cui l’Unione Europea si sta pericolosamente smarrendo nei labirinti dei rigurgiti nazionalistici, populistici e con una guerra ai suoi confini, si è sparlato e dileggiato di questo importantissimo documento, vuoi per torbido convincimento ideologico vuoi per meschine strategie politiche. Ma quanti hanno letto e cercato di capire il Manifesto di Ventotene? Riportandone qui sotto il testo, diamo la possibilità di poterlo leggere, contestualizzando il periodo storico in cui venne steso e di valutarne l’importanza odierna in piena libertà di pensiero e giudizio.

Istituto di studi federalisti Altiero Spinelli – Latina



