di Luca Tateo –
Vogliamo le rose ma anche il pane è la nuova rubrica di Diario Legnanese, che parlerà soprattutto di diritti civili, con una visione progressista, laica e radicale. Il titolo della rubrica è ispirato alla canzone “Bread and Roses”, una canzone del 1912 cantata dalle operaie statunitensi durante una manifestazione in cui le donne chiedevano maggior diritti sociali, ma anche di avere la possibilità di vivere la propria vita oltre il lavoro e quindi non rimanere imprigionate all’interno delle fabbriche tutta la giornata. Questa canzone è stata poi ripresa pochi anni dopo per ottenere il diritto di voto delle donne in Inghilterra. Dopodiché la canzone diventò parte integrante del repertorio della sinistra e della classe operaia del mondo anglosassone. Il riferimento a questa canzone è stato utilizzato come titolo della rubrica perché riprende due lotte che dovrebbero essere fondamentali di una sinistra moderna ma che non vuole abbandonare il passato, ovvero la lotta dei diritti sociali insieme a quelli civili.
Il titolo della rubrica vuole essere anche un monito al movimento LGBT: risulta necessario che un movimento di lotta che chiede il riconoscimento dei diritti civili si impegni di più anche per la tutela e l’ampiamento dei diritti sociali; così come il pane non è sufficiente senza le rose, così senza pane non è possibile godere delle rose. Quest’anno in Italia le manifestazioni dei Pride sono state le più partecipate tra i movimenti di piazza: circa 700.000 persone a Roma e circa 300.000 a Milano e una serie di manifestazioni diffuse capillarmente su tutto il territorio nazionale, solo in Lombardia, il Pride ha interessato varie città come: Varese, Brescia, Bergamo, Pavia, Monza e Milano. Quindi il movimento ha portato si in piazza milioni di persone in Italia per rivendicare più diritti civili, ma allo stesso tempo i diritti sociali vengono smantellati. Risulta evidente a chiunque che il riconoscimento dei diritti di una minoranza rimane privo di significato se fa fronte ad una diminuzione di diritti e tutele per tutti. L’appartenenza ad una comunità come quella LGBTQIA+ ha sormontato il riconoscimento ad una classe sociale di riferimento. Nella disgregazione del concetto di classe sociale si annida anche un pericolo nel riconoscimento dei diritti civili.

